Ci sono tradizioni ed eccellenze italiane che necessitano di un luogo magico per essere preservate, come Fornace Orsoni attiva dal 1888 e famosa per il mosaico in foglia d’oro 24K prodotto ancora oggi con le tecniche tradizionali. L’azienda ha riaperto al pubblico la sede storica in Cannaregio, dopo il restauro eseguito dallo studio Duebarradue, che ha saputo preservare l’anima del luogo esaltandone la magia con piccoli accorgimenti.

Lo scorso 21 giugno la Fornace ha ospitato un’interessante incontro dal titolo “Rilevanza ed evoluzione del colore nell’architettura, nell’arte e nel design contemporanei”. Un percorso alla scoperta dell’importanza non solo del colore ma anche di materiali e texture nel lavoro di tre professionisti dell’interior: Giulio Cappellini, architetto e designer Art director del gruppo Trend, Vicky Syriopoulou, Color Designer, e l’architetto Teresa Sapey.

L’evento non poteva trovare cornice migliore della spettacolare “Libreria del colore”, annessa alla Fornace. Un’ampia stanza percorsa da lunghe scaffalature alte fino al soffitto, che ospitano oltre 3.500 lastre in vetro colorato, codificate in un imprecisato numero di tonalità e sfumature – tra cui 32 varietà del prezioso oro mosaico utilizzato in importanti monumenti come la Basilica di San Marco, La Sagrada Familia di Barcellona e la Cattedrale di St. Paul a Londra. All’interno della Libreria è conservato anche il primo “campionario” aziendale, presentato all’Esposizione Universale di Parigi del 1889. Un pannello multicolore costituito da smalti e ori musivi.

La magia continua poi nell’antico cortile, oggi in parte divenuto giardino, su cui affacciano i vari edifici della Fornace; contornato da casse in legno in cui vengono raccolti gli scarti di lavorazione e dai crogioli, usati per fondere e miscelare le materie prime – artisticamente decorati dalle colate di vetro.

A coronare la giornata la visita alla fornace, con tutto il fascino della soffiatura e della lavorazione del vetro eseguita ancora oggi a mano.

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